Ecco l’elenco delle piccole banche ancora oggi commissariate in Italia

     

    «Le Etruria? Sono pochissime e il sistema è solido». Così l’altro ieri il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini ha voluto rassicurare sullo stato di salute complessivo del sistema bancario. Già, ma quali sono le pochissime Etruria? L’elenco delle situazioni di patologia conclamata è rintracciabile sul sito della stessa Autorità. 
Gli istituti italiani in amministrazione straordinaria sono a tutt’oggi nove. Erano 14 fino a un mese fa. C’erano infatti le 4 banche salvate tutte commissariate da tempo (Etruria, Banca Marche, CariFerrara, CariChieti) e proprio ieri ha trovato una via d’uscita la Banca Padovana di credito cooperativo.
    Era commissariata dal maggio 2014 dopo aver registrato pesanti perdite ed è stata incorporata dalla Bcc di Roma, la più grande tra le banche di credito cooperativo. La parte malata, quella con 600 milioni di sofferenze, è stata girata al Fondo di Garanzia istituzionale del sistema delle Bcc, la parte sana è stata inglobata dalla Bcc di Roma. Sono 1,2 miliardi di depositi, 800 milioni di impieghi e oltre 200 dipendenti salvati dal crac. Verranno anche rimborsati dal Fondo 29 milioni di bond subordinati. Nulla da fare invece per i vecchi azionisti della banca patavina che hanno visto azzerato il valore del capitale. 
L’alternativa era la liquidazione coatta amministrativa, cioè il falò generalizzato.

    LE NOVE PICCOLE BANCHE ANCORA COMMISSARIATE

    Ed è la sorte che rischiano ad amministrazione straordinaria scaduta le nove banche tutt’ora sotto il cappello di Bankitalia. O trovano un cavaliere bianco, un compratore o saltano. C’è una terza via, la più probabile e sperimentata proprio nel salvataggio della Banca Padovana. La soluzione è di nuovo l’intervento del Fondo di Garanzia delle Bcc che proprio perché di natura volontaria, evita le censure dell’Europa sugli aiuti di Stato. Del resto come si vede dalla tabella le banche in odore di crac sono, eccetto l’ultima arrivata, il Gruppo Bancario Mediterraneo, la Cassa di Loreto (gruppo Nuova Banca Marche) e l’Istituto per il Credito Sportivo, tutte realtà del mondo cooperativo.

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    LA GRAN PARTE SONO BCC

    Piccole piccolissime Bcc: dalla Bcc Irpina; alla Cassa di Folgaria; alla Banca Popolare delle Province Calabre; alla pisana Banca di Cascina; alla cosentina Banca Brutia fino alle leccese Bcc di Terra d’Otranto.
Difficile che non si trovi una soluzione che salvi depositi e impieghi. In fondo lo schema dello split tra bad bank con i crediti malati e banca nuova ripulita ha funzionato e ha rappresentato anche nel caso delle 4 banche salvate il male minore. 
E il sistema delle Bcc attraverso il suo Fondo di Garanzia ha tutto l’interesse a evitare fallimenti. Ci sarà un costo per il Fondo e quindi per l’universo delle Bcc, come è stato per la banca patavina che ha ceduto al Fondo sofferenze per oltre 600 milioni, già svalutate del 70%. Queste ovviamente e cioè le piccole banche sotto commissariamento sono le situazioni a rischio palese. Date le dimensioni non è certo un rischio sistemico e un’ancora di salvezza relativamente poco costosa sarà trovata.

    Estratto da Ilsole24ore del 20-12-15 (tutti i diritti riservati)